CHEESE 2021 GLI ANIMALI AL CENTRO DEL PROGRAMMA

Cheese 2021: gli animali al centro del programma
Non soltanto le razze da latte, ma tutta la biodiversità animale a cui dobbiamo i formaggi in mostra a Bra 

Il più grande evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo e alle forme del latte, torna a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021, organizzato da Città di Bra e Slow Food, con il sostegno della Regione Piemonte. Ma per permettere a un numero più ampio possibile di persone di seguire i temi al centro del dibattito abbiamo pensato a due conferenze online che si svolgono giovedì 16 settembre. Ecco un’anticipazione dei temi di cui parleremo insieme all’invito a collegarvi con noi per saperne di più!
Oltre il visibile: capiamo e salvaguardiamo il mondo animale
Serena Milano, segretario generale della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus Tutto ciò che vedete a Cheese 2021 non esisterebbe se non ci fossero gli animali. Non avremmo il latte e i formaggi. Non esisterebbero l’allevamento, gli alpeggi, la transumanza e i pascoli, ad esempio, cose che a Cheese non vedete con i vostri occhi ma che potete vivere con altri sensi, il gusto e l’olfatto.
Non solo: senza animali, anche la montagna sarebbe diversa: se le bestie non vagassero all’aperto libere di brucare l’erba il paesaggio sarebbe più incolto, meno vivibile, inospitale e inadatto alle attività umane, prima fra tutte l’agricoltura.
Eppure se guardiamo ai formaggi e pensiamo al mondo animale, non possiamo certo ragionare soltanto di vacche, di pecore o di capre. Occorre andare oltre e chiederci quali sono gli elementi vivi, appartenenti al mondo animale, che influiscono nel processo che ci consente di avere il latte e di conseguenza il formaggio: non soltanto i capi da latte, ma anche gli insetti impollinatori (a cui dobbiamo le fioriture) e i microrganismi che abitano il suolo: funghi, batteri e lieviti, per citarne qualcuno. È per questa ragione che Cheese 2021 considera gli animali – come recita il claim scelto per questa edizione della manifestazione – nel senso più ampio: ogni forma di vita interviene nel processo che ci restituisce formaggi che rispecchiano al meglio le caratteristiche di un territorio. Saperlo è un dovere, scoprirlo un piacere. 
Ne parliamo giovedì 16 settembre alle 16 nella conferenza Noi e gli animali.
La partecipazione è libera previa registrazione per usufruire del servizio di interpretariato. Archivio Slow Food, Brousse di capra del Rove, Presidio Slow Food – Francia, ph. Federico Trotta & Nicola Robecchi
La biodiversità si salva allenando il gusto: impariamo a comprare i formaggi naturali
Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus Non è certo la prima volta che a Cheese parliamo di formaggi naturali, di fermenti, di batteri lattici. Ma quest’anno lo facciamo in un modo ancora più pop.
Vogliamo parlare ai consumatori, far capire loro le ragioni per le quali da anni insistiamo sull’importanza dei formaggi naturali, educarli a riconoscerli quando li gustano e soprattutto abituarli a sceglierli e a chiederli. Vale la pena, ve lo assicuro, perché un formaggio naturale e un formaggio con fermenti industriali non sono la stessa cosa. Il sapore, ad esempio, non è paragonabile: nei formaggi freschi la differenza è meno accentuata perché i fermenti non hanno avuto tempo di sviluppare gli aromi, ma in quelli stagionati c’è letteralmente un abisso: anche in soli 20 giorni la flora batterica si diffonde e si moltiplica dando origini a differenze organolettiche notevoli. Ma non è soltanto una questione di gusto: i formaggi naturali – che, semplificando, sono quelli artigianali realizzati senza l’aggiunta di fermenti industriali – sono l’espressione del luogo in cui vengono prodotti. In altre parole, ne riproducono in miniatura la biodiversità.  Produrre un formaggio naturale, infatti, significa lavorare con i batteri disponibili per natura: quelli degli animali (tranquilli, è normale: lo stesso corpo umano ne ospita miliardi), quelli che derivano dall’alimentazione al pascolo, quelli dovuti al clima… nel mondo, tutto porta batteri con sé: noi siamo convinti che questa diversità, questa ricchezza, vada salvaguardata. E per farlo occorre dire no a tutto ciò che è omologato e standardizzato, come i formaggi con fermenti industriali. Ne parliamo giovedì 16 settembre alle 19 nella conferenza 
L’essenziale è invisibile agli occhi: la battaglia per i prodotti naturali.
La partecipazione è libera previa registrazione per usufruire del servizio di interpretariato.Archivio Slow Food, ph. Paolo ProperziCheese, la manifestazione internazionale dedicata alle forme del latte, si terrà a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021 ed è organizzata dalla Città di Bra e da Slow Food con il sostegno della Regione Piemonte. 
Considera gli animali è il tema della tredicesima edizione, un focus sul regno animale e la varietà di connessioni con le azioni dell’uomo. Senza di loro infatti non esisterebbe l’infinita biodiversità casearia che tocchiamo con mano ogni due anni a Bra. Straordinaria già oggi l’attenzione nei confronti dell’evento – che si garantisce con il consueto programma, nella massima sicurezza – sia da parte dei protagonisti di Cheese che da parte del mondo della ristorazione e dell’ospitalità del territorio. Cheese 2021 è possibile grazie al supporto di moltissime realtà, pubbliche e private, che credono in questo progetto. Tra tutte, ringraziamo i main partner: BBBell, BPER Banca, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Egea, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy (QBA) e Reale Mutua.

FEDERICA ISOLA BRONZO NELLA PROVA A SQUADRE GIOCHI OLIMPICI TOKYO 2020

GIOCHI OLIMPICI TOKYO 2020

FEDERICA ISOLA BRONZO NELLA PROVA A SQUADRE

TOKYO – Una splendida medaglia di bronzo. È quella conquistata da Federica Isola nella prova di spada femminile a squadre alle Olimpiadi di Tokyo 2020, al fianco di Rossella Fiamingo, Mara Navarria e Alberta Santuccio. Le azzurre hanno vinto la finale per il terzo e quarto posto contro la Cina col punteggio di 23-21 dopo essere state sconfitte in semifinale dall’Estonia (poi vincente anche in finale contro la Corea del Sud) per 42-34.

Fondamentale il ruolo avuto dalla spadista vercellese dell’Aeronautica nel corso di tutta la gara. Isola è stata ancora una volta la più positiva e continua delle azzurre, tanto da ottenere dal ct Sandro Cuomo la fiducia per il ruolo di chiusura della finale terzo e quarto posto. È stata lei dunque a mettere le stoccate decisive per rintuzzare il tentativo di rimonta della cinese Zhu, scoppiando in lacrime liberatorie e di gioia allo scadere del tempo.

“Chiudere il terzo e quarto posto a un’Olimpiade è stata un’esperienza. È stata molto complicata, devo ringraziare le mie compagne di squadra che mi hanno ridato carica e lucidità per gli ultimi secondi”, ha commentato l’atleta piemontese a fine gara.

SPADA FEMMINILE A SQUADRE – Tokyo, 27 luglio

Finale 1/2

Estonia b. Corea 36-32

Finale 3/4

Italia b. Cina 23-21

Semifinali

Corea b. Cina 38-29

Estonia b. Italia 42-34

Quarti di finale

Cina b. Hong Kong 44-32

Corea b. Usa 38-33

Italia b. Russia 33-31

Estonia b. Polonia 29-26

Classifica (8): 1. Estonia, 2. Corea, 3. Italia, 4. Cina, 5. Usa, 6. Polonia, 7. Hong Kong, 8. Roc.

ITALIA SPADA FEMMINILE: Rossella Fiamingo, Mara Navarria, Federica Isola, Alberta Santuccio

CROSTATA MORBIDA SALATA CON FORMAGGIO TONNO POMODORI

Estiva, fresca, piacevole, la crostata morbida salta con formaggio tonno e pomodori è una vera bontà che non deluderà nessuno.

frolla con tonno e pomodoro
Crostata morbida formaggio tonno e pomodoro

Tante idee e poca voglia di mettersi ai fornelli. Questa è una sensazione che accomuna quasi tutti in estate ed è proprio per questo che spesso finiamo per ridurci a consumare pizze, insaccati ed alimenti veloci che non implicano tempo da spendere dinanzi al fuoco. Anche se questa ricetta prevede la cottura, il risultato sarà comunque fresco e leggero che non ci appesantisce e ci da quella sensazione di benessere.

Crostata morbida salata con formaggio tonno e pomo

Ingredienti

  • farina 150 g
  • olio extravergine di oliva
  • 2 uova
  • formaggio grattugiato 50 g
  • sale
  • lievito 1 bustina
  • 180n g formaggio spalmabile
  • 250 g tonno sgocciolato
  • olive nere
  • capperi
  • pomodori

Crostata morbida salata con formaggio tonno e pomodori, fresca e veloce. Procedimento

Iniziamo dalla preparazione della base sbattendo le uova ed aggiungendo ad esse il sale, il formaggio grattugiato ed il lievito. Amalgamiamo bene il tutto e versiamo il composto in una teglia per crostate oleata. Cuociamo per 30 minuti a 170° e poi lasciamo che si raffreddi per bene. La crostata dovrà essere consumata fredda quindi andremo a farcirla quando sarà raffreddata completamente.

Come si prepara la crostata morbida con formaggio tonno e pomodori

Prendiamo il formaggio spalmabile e mettiamolo in una ciotola capiente. Versiamo all’interno il tonno sgocciolato ed amalgamiamo il tutto aggiungendo all’interno qualche cappero e oliva nera denocciolata tagliata a pezzett9ini. Prendiamo la base che sarà raffreddata e riempi pezzettoni con il ripieno aggiungendo pezzetti di pomodorini sopra e olive nere se gradiamo. Possiamo anche aggiungere dell’insalata o rucola ma questo dipenderà dal vostro gusto.

COMINCIANO LE GARE A SQUADRE FEDERICA ISOLA TORNA IN PEDANA

GIOCHI OLIMPICI TOKYO 2020

COMINCIANO LE GARE A SQUADRE FEDERICA ISOLA TORNA IN PEDANA

TOKYO – A partire dalla notte italiana tra il 26 e il 27 luglio, comincia il programma delle gare a squadre ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. A inaugurare il programma sarà la spada femminile, con la prova che vedrà il ritorno in pedana di Federica Isola dopo il settimo posto conquistato nella gara individuale.

L’Italia, che potrà contare anche sulle doti di Rossella Fiamingo, Mara Navarria e Alberta Santuccio, partirà dai quarti di finale contro la squadra del Comitato Olimpico Russo. La gara comincerà quando in Italia saranno le 4:25 del mattino per concludersi con la finale alle 12:30 italiane.

ELISA LONGO BORGHINI BRONZO NELLA PROVA IN LINEA OLIMPIADI TOKYO 2020

Oro all’austriaca Anna Kiesenhofer, argento all’olandese Annemiek Van VleutenCredits © GettyElisa Longo Borghini Elisa Longo Borghini Terza medaglia per l’Italia alle Olimpiadi di Tokyo 2020: Elisa Longo Borghini è bronzo nella prova su strada in linea di ciclismo femminile.

L’azzurra chiude al terzo posto alle spalle dell’austriaca Anna Kiesenhofer che vince a sorpresa la prova in linea femminile di Tokyo 2020.

L’atleta austriaca faceva parte della fuga a cinque del mattino e ai -40 ha staccato le due che erano rimaste con lei, involandosi in solitaria verso il successo più importante della sua carriera (che aveva abbandonato per riuscire a completare con successo il dottorato in matematica) alla sua prima partecipazione olimpica, regalando il primo storico oro all’Austria in questa prova. Medaglia d’argento per l’olandese Annemiek Van Vleuten.

GIOCHI OLIMPICI TOKYO 2020

GIOCHI OLIMPICI TOKYO 2020

FEDERICA ISOLA CHIUDE SETTIMA LA GARA INDIVIDUALE DI SPADA FEMMINILE

TOKYO – Settima alla sua prima Olimpiade, a 21 anni. Si conclude con un risultato soddisfacente la gara individuale di Federica Isola a Tokyo 2020. La spadista vercellese dell’Aeronautica si è fermata a una sola stoccata dalla semifinale, sconfitta per 11-10 dalla cinese Sun Yiwen, che di lì a poco si è laureata campionessa olimpica.

Un risultato che lascia più soddisfazione che delusione per la più giovane tra le spadiste italiane, capace di superare al primo turno la tunisina Sarra Besbes per 14-12 e di imporsi ai quarti sulla cinese Lin Sheng con un perentorio e autorevole 15-9.

Anche nel match dei quarti di finale, Isola è partita bene, andando avanti e portando il proprio margine fino alle tre stoccate di vantaggio. Poi è stata ripresa dalla cinese, già bronzo a Rio 2016, dove fu sconfitta in semifinale da Rossella Fiamingo, e si è dovuta arrendere al minuto supplementare, venendo toccata nonostante la priorità fosse stata sorteggiata in suo favore.

GIOCHI OLIMPICI TOKYO 2020 – SPADA FEMMINILE – 24 luglio 2021
Finale 1/2
Sun (Chn) b. Popescu (Rom) 11-10

Finale 3/4
Lehis (Est) b. Murtazaeva (Rus) 15-8

Semifinali
Sun (Chn) b. Murtazaeva (Rus) 12-9
Popescu (Rom) b. Lehis (Est) 15-11

Quarti di finale
Murtazaeva (Rus) b. Kong (Hkg) 15-10
Sun (Chn) b. Isola (ITA) 11-10
Lehis (Est) b. Fiamingo (ITA) 15-7
Popescu (Rom) b. Beljajeva (Est) 15-8

Tabellone da 16
Fiamingo (ITA) b. Jarecka (Pol) 15-13
Isola (ITA) b. Lin (Chn) 15-8
Lehis (Est) b. Navarria (ITA) 1510

Tabellone da 32
Fiamingo (ITA) b, Moellhausen (Bra) 10-9
Isola (ITA) b. Besbes (Tun) 14-12
Navarria (ITA) b. Lichagina (Rus) 15-12

Classifica: 1. Sun Yiwen (Chn), 2. Ana Maria Popescu, 3. Katrina Lehis (Est), 4. Aizanat Murtazaeva (Roc), 5. Kong Man Wai Vivian (Hkg), 6. Federica Isola (ITA), 7. Julia Beljajeva (Est), 8. Rossella Fiamingo (ITA), 10. Mara Navarria (ITA).

TERMINERA’ A SETTEMBRE LA STRADA DEL VINO LUNGA 630 CHILOMETRI

Sarà lunga 630 chilometri, e diventerà – l’iter terminerà a settembre 2021 – a tutti gli effetti la più lunga Strada del Vino della Penisola

Ad averla “costruita”, tra vino, arte, cultura e turismo, passando per i borghi, le colline, le cantine dei rispettivi circondari. le tre“capitali” storiche e vinicole del Monferrato, Acqui Terme, Ovada e Casale Monferrato, con i Sindaci in prima linea.
C’è perciò già ora un gran fermento ad attivare tutti le realtà coinvolte, a partire dalle Enoteche Regionali presenti in queste località, unite nel fare sistema e valorizzare il brand “Gran Monferrato”.

Oltre alla lunghezza del percorso, anche altri numeri sono da record: ben 109 i Comuni attraversati dalla Strada, 20 le varietà presenti tra vini Docg e Doc, e 4 gli itinerari diversi da percorrere all’interno di quella principale.

C’è infatti la “Strada del Grignolino” (da Casale Monferrato a Lu e Cuccaro Monferrato, 206 km con 34 Comuni coinvolti), la “Strada dei Fiumi del Vino” (da Fubine a Sezzadio, 125 Km e 18 Comuni), la “Strada degli Aromatici” (da Castelnuovo Bormida a Morbello, 230 Km e 33 Comuni) e la “Strada del Dolcetto” (da Cassinelle a Bosio, 108 Km su 23 Comuni).

Il progetto è nato da un’idea di Carlo Ricagni, membro della Giunta della Camera di Commercio di Alessandria e Asti: «Vogliamo unire tre territori che finora sono sempre stati separati. Il lavoro in sinergia dei tre sindaci – ha sottolineato Ricagni – è senza dubbio un valore aggiunto, grazie al quale siamo riusciti ad andare oltre i soliti campanilismi. Crediamo, però, che il processo sarà completo solo quando avremo anche Tortona tra i partner dell’iniziativa».

Dopo la nascita del Consorzio Gran Monferrato che unisce i comuni di Acqui, Casale e Ovada, un ulteriore passo verso quella coesione territoriale che mira al rilancio turistico ed economico dell’intera provincia: «Nessuno vuole snaturare le peculiarità delle diverse zone geografiche – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Marco Protopapa – ma far sì che ognuna metta le proprie tradizioni al servizio di un progetto unitario. Questo, tra l’altro, è anche l’obiettivo della nuova normativa regionale sulle Enoteche e le Strade del vino, che mira alla promozione dei vini e delle produzioni agroalimentari del Piemonte».

CI STIAMO AVVICINANDO ALLA MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE DEL GUSTO DI CHEESE 2021 A BRA

 I Laboratori del Gusto di Cheese 2021

28 occasioni per scoprire le connessioni tra il regno animale e il lavoro di casari, pastori, formaggiai, affinatori e cuochi

Ventotto occasioni per approfondire un mondo che tanto ci appassiona attraverso gli incontri con affinatori, cuochi dell’Alleanza Slow Food, Presìdi di razze e formaggi, ma anche vini e birre proposti in abbinamento. Tornano in presenza a Cheese 2021 – a Bra dal 17 al 20 settembre – i Laboratori del Gusto con i loro rituali di sapere e tecniche produttive, di parole e degustazioni, raccontando un nuovo e antico modo di considerare gli animali e chi li alleva ricavandone formaggi e carni.

In compagnia dei cuochi dell’Alleanza

E si presentano con una novità assoluta: una vera e propria serie di 10 appuntamenti in cui i protagonisti sono i cuochi dell’Alleanza Slow Food che si cimentano in piatti realizzati con uno o più formaggi di Presìdi del proprio territorio o con le carni di razze locali. Un tour dell’Italia per incontrare alpeggi e rifugi, fiutare sentori di prati e assaggiare aromi di latti, grazie ad ambasciatori dei loro territori, sapienti conoscitori delle risorse che hanno la fortuna di trasformare in cucina.

Così incontriamo Tiziana Favi e Hassan Ismail Gafar di Namo Ristobottega di Tarquinia (Vt) in un Laboratorio che unisce tradizione (il Caciofiore della campagna romana, Presidio Slow Food) e contaminazione (grazie a una ricetta egiziana a base di fave); Marta Foglio di Foodopia (Biella) e Cristian Borchi, dell’Antica Porta di Levante di Vicchio (Fi) che con i loro piatti raccontano la tradizione del burro, lungi dall’essere considerato un prodotto di scarto in molte zone d’Italia; Fabio Torchia della Tana del Ghiro di San Sosti (Cz) con cui ripercorriamo le vie della transumanza calabrese.

Direttamente da Campo di Giove (Aq), incontriamo Massimiliano Colelli, cuoco di La Scarpetta di Venere, che porta a Bra la mugnaia, un piatto di agnello realizzato utilizzando due Presìdi Slow Food: la ventricina vastese e il canestrato di Castel del Monte. Mentre a raccontarci la storia antica e curiosa del provolone del monaco è Franca Di Mauro del Cellaio di Don Gennaro di Vico Equense (Na). 

Ci trasferiamo tra i pascoli delle regioni del Nord insieme a Marco Di Dedda della Corte di Bacco di Edolo (Bs) per un pellegrinaggio tra i Presìdi delle terre alte lombarde e rivisitiamo le mode culinarie di Pellegrino Artusi con Belinda Cuniberti dell’enoteca con cucina La Zaira di Valsamoggia (Bo), che prepara la carne di agnello cucinata alla bolognese e una crème caramel d’eccezione, realizzata con parmigiano reggiano di vacca bianca modenese Presidio Slow Food. E poi andiamo in Veneto con Giovanni Caltagirone del ristorante 13 comuni che presenta le carni di pecora e agnello dei pascoli di queste terre: la pecora brogna e l’agnello d’Alpago, entrambi Presìdi Slow Food.

Un laboratorio che parla della pura essenza dei pascoli, delle erbe che danno loro profumi e sapori è quello in cui viene raccontata la storia di due rifugi resistenti, in Piemonte e Trentino. Lo facciamo grazie alle parole della cuoca Valeria Morichi e del pastore Gian Vittorio Porasso che hanno stabilito il loro patto al rifugio Paraloup di Rittana (Cn), in Valle Stura, e alla testimonianza di Paolo Betti, del Rifugio Maranza, sulle montagne di Trento.

Dall’Italia… e dal mondo

Protagonisti dei Laboratori del Gusto, come da tradizione, sono coloro che producono e curano il formaggio. 

E quindi, largo ai giovani che hanno “il latte nelle vene”, con una degustazione che ci porta a scoprire le loro storie e la loro visione del futuro in un laboratorio tutto italiano. E allora si parte con Nicola del Vecchio e Michela Bunino della società agricola Alba di Campolieto (Cb) e con Serena Di Nucci del Caseificio Di Nucci, di Agnone (Is): tutti molisani ed ex studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche, ci raccontano storie profondamente diverse ma unite dallo stesso impegno per la loro terra. E continuiamo facendo rotta  verso le Marche con Emilio Spada di Cau & Spada, di Sassocorvaro (Pu). 

Hanno cominciato a incontrarsi a Bra alla fine degli anni ‘90, durante le prime edizioni di Cheese, e da allora non hanno mai saltato un’edizione, facendo della manifestazione organizzata da Slow Food un luogo d’elezione per questo mestiere così nobile e antico: sono gli affinatori, come il francese Joseph Paccard e il belga Kaasaffineurs Van Tricht, che potete incontrare nei Laboratori e nell’area del mercato a loro dedicata. 

Calice o boccale?

E poi ancora gli abbinamenti perfetti con le birre. Cosa ne dite di gorgonzola, stilton, roquefort con i barley wine dai toni caramello intensi, le imperial stout con le loro sensazioni tostate e di liquirizia o alcune birre chiare alcoliche passate per qualche mese in botte? E perchè non provare la robiola di cinque casari abbinata ad altrettante birre tra blanche, helles, pils, blonde e summer ale?

Infine, anche quest’anno a Cheese abbiamo modo di addentrarci tra i segreti della norcineria italiana per scoprire che dietro a ogni salume c’è un’economia, e che l’impiego di carne bovina, ovina e caprina hanno spesso lo scopo di promuovere la pastorizia e le aree marginali, creando un reddito integrativo alla produzione di formaggi. I salumi naturali, inoltre, fatti senza nitriti e nitrati ma con il solo ricorso a conservanti naturali sono più salubri, oltre a rispecchiare pratiche di allevamento rispettose del benessere animale, e particolarmente attente all’alimentazione degli animali e ai loro tempi di crescita.

Chiudiamo con un breve tour dei 9 Laboratori del Gusto organizzati presso la Banca del Vino di Pollenzo, in cui i formaggi sono proposti in abbinamento a grandi vini, in interessanti verticali o inedite letture del territorio.

Qualche esempio? i formaggi spagnoli dell’affinatore Queseria Cultivo in abbinamento a diverse declinazioni del Vermouth di Torino; gli abbinamenti tra splendidi vini ossidativi selezionati da Velier e formaggi naturali stagionati; i territori del vitigno pecorino proposti in abbinamento a tanti pecorini dei Presìdi Slow Food.

E ancora, per stare più sul “classico”, le imperdibili verticali di Barolo 07-17 abbinato a diverse stagionature di tome della Valchiusella o di diverse annate di Amarone proposte in degustazione con diverse stagionature di Castelmagno.

Raccontiamo ancora altre storie, a Pollenzo, come il laboratorio che propone diverse tipologie di formaggi caprini, ovini e vaccini e la storia di un rapporto indissolubile con chi se ne prende cura e che di mestiere “considera gli animali” nel modo migliore possibile, allevandoli allo stato brado. In abbinamento, proposte enologiche dalle medesime regioni di provenienza dei caci: Trentino Alto Adige, Sicilia e Toscana.

Cheese, la manifestazione internazionale dedicata alle forme del latte, si terrà a Bra (Cn) dal 17 al 20 settembre 2021 ed è organizzata dalla città di Bra e da Slow Food con il sostegno della Regione Piemonte. Considera gli animali è il tema della tredicesima edizione, un focus sul regno animale e la varietà di connessioni con le azioni dell’uomo. Senza di loro infatti non esisterebbe l’infinita biodiversità casearia che tocchiamo con mano ogni due anni a Bra. Straordinaria già oggi l’attenzione nei confronti dell’evento – che si garantisce con il consueto programma, nella massima sicurezza – sia da parte dei protagonisti di Cheese che da parte del mondo della ristorazione e dell’ospitalità del territorio. Cheese 2021 è possibile grazie al supporto di moltissime realtà, pubbliche e private, che credono in questo progetto. Tra tutte, ringraziamo i main partner: BBBell, BPER Banca, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Egea, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy (QBA) e Reale Mutua.

GIOCHI OLIMPICI TOKYO 2020

IL 24 LUGLIO COMINCIANO LE GARE DI SCHERMA FEDERICA ISOLA IN GARA NELLA NOTTE ITALIANA

ROMA – Comincia nella notte italiana tra venerdì 23 e sabato 24 luglio l’Olimpiade di Federica Isola. L’atleta dell’Aeronautica Militare, cresciuta e di base alla Pro Vercelli dove si allena col maestro Massimo Zenga, sarà impegnata nel secondo turno, quello dei sedicesimi di finale, della prova individuale di spada femminile, la gara che aprirà il programma olimpico.

Una gara in cui non saranno consentiti passi falsi, perché già dal primo complicato assalto si andrà avanti per eliminazione diretta, senza i gironi a rompere il ghiaccio. A 22 anni ancora da compiere, infatti, Federica Isola ha già conquistato un titolo di campionessa italiana assoluta, un bronzo europeo e uno mondiale a squadre, un podio in Coppa del Mondo assoluta. Questa è la sua prima Olimpiade, che la vedrà impegnata anche nella prova a squadre, martedì 27 luglio.

Ancora da confermare il tabellone a eliminazione diretta della gara di spada femminile, ma Federica Isola dovrebbe cominciare la sua gara contro la tunisina Sarra Besbes, numero 11 del ranking, per poi, in caso di vittoria, trovarsi eventualmente di fronte a Mara Navarria agli ottavi. Per conferme si invita a consultare il sito ufficiale dei Giochi Olimpici

(https://olympics.com/tokyo-2020/olympic-games/en/results/fencing/olympic-schedule-and-results.htm) e quello della Federazione Italiana Scherma (https://https://www.federscherma.it/)

TUTELARE IL MOSCATO D’ASTI

Tutelare il Moscato d’Asti: “Gli spumanti generici non possono sfruttare questo nome”

Tutelare il Moscato d’Asti al pari della maggior parte delle varietà nazionali.

È quanto chiede Coldiretti rispetto all’approvazione del Decreto “Etichettatura”. Facendo parte dei vitigni varietali, la legislazione attuale consente di utilizzare il nome moscato anche senza la denominazione di origine. L’Unione Europea lascia però agli Stati membri la possibilità di tutelare le zone di origine attraverso la limitazione del nome del vitigno già protetto con la Doc. “La Regione Piemonte – spiega Marco Reggio presidente di Coldiretti Asti con delega regionale al settore vitivinicolo – è al nostro fianco in questa azione di tutela che, condotta insieme al Consorzio del Moscato d’Asti Docg, ha lo scopo di porre rimedio alle storture rispetto all’etichettatura”. “Il nostro obiettivo – rileva Gianfranco Torelli, vice presidente di Coldiretti Asti e componente di parte agricole nel Consorzio dell’Asti e Moscato – è di limitare la possibilità di imbottigliare spumanti generici con il nome Moscato. Anche perché, molte volte, le uve provengono non solo da fuori regione ma dall’estero”.

“Stiamo lavorando – assicura il direttore di Coldiretti Asti, Diego Furia – per garantire la tutela e il futuro del comparto moscato sul nostro territorio. La legge di riferimento è il Regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione, del 17 ottobre 2018, che di fatto integra il regolamento Ue 1308/2013 per quanto riguarda le domande di protezione delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e delle menzioni tradizionali nel settore vitivinicolo, la procedura di opposizione, le restrizioni dell’uso, le modifiche del disciplinare di produzione, la cancellazione della protezione nonché l’etichettatura e la presentazione”. “Auspichiamo – rimarca Torelli – che la Regione esponga le giuste considerazioni alla Conferenza Stato Regioni e al Ministero e che si propongano così le opportune azioni legislative”. “Occorre essere realisti – sintetizza il presidente Reggio – perché per i mosti di vini e spumanti c’è ancora una parte di produzione che opera in situazioni non proprio “trasparenti” e che quindi secondo noi non fa completamente il bene del nostro territorio e della nostra economia”. Il presidente di Coldiretti Asti punta anche il dito sulle spumantizzazioni locali di molti mosti e vini provenienti da fuori regione e dall’estero e immessi sul mercato indicando in etichetta il nome della località in cui si è effettuata quest’ultima operazione di cantina.

“Stando alle normative attuali non c’è nulla di illegale – precisa Reggio -, ma questi spumanti non sono realizzati con le nostre uve, non vengono prodotti in Piemonte, ma sono solo semplicemente imbottigliati localmente e sfruttano così l’identità del nostro territorio. E poi, se vogliamo dirla tutta, fanno anche concorrenza ai nostri “veri” spumanti”. È indubbio come sia necessario prevedere delle regole più restrittive che evitino l’inserimento di mosti fermentati di cui non si conosce neppure la provenienza, tutelando così i vitigni storici e contrastando la concorrenza alla Docg Asti e Moscato d’Asti. Il Moscato in Piemonte è coltivato su una superficie di quasi 10 mila ettari per una produzione di oltre 90 milioni di bottiglie che hanno un valore di almeno 400 milioni di euro. “Si tratta – conclude Furia – di valorizzare le nostre produzioni e fare chiarezza per i consumatori che scelgono di acquistare il vero Moscato d’Asti Docg. Non possiamo permettere che varietà, addirittura di livello inferiore, abbiano la stessa protezione e, di conseguenza, lo stesso peso sul mercato”.