SPADAFORA VARA LA SUA RIFORMA DELLO SPORT

Spadafora vara la sua riforma dello Sport. La prima vittima illustre è Giovanni Malagò   

Addio Malagò: il ministro Vincenzo Spadafora dà il ben servito al presidente del Coni. Quando a fine 2021, dopo le Olimpiadi di Tokyo, si tornerà a votare, per le cariche del Comitato ci sarà un limite di due mandati. E lui, che li ha già fatti, non potrà ricandidarsi. Fine di un’era. 

FONTANA FIRMA NUOVA ORDINANZA DA OGGI IN LOMBARDIA VIA LIBERA AGLI SPORT DI CONTATTO E ANCHE AL CICLISMO

 Fontana firma nuova ordinanza: da oggi in Lombardia via libera agli sport di contatto e anche al ciclismo

Fontana firma nuova ordinanza: da oggi in Lombardia via libera agli sport di contatto e anche al ciclismo

11 Luglio 2020

MILANO (MI) – Via libera da oggi al calcetto e al ciclismo in Lombardia. Lo conferma la nuova ordinanza del governatore Fontana, che autorizza da sabato 11 luglio gli sport di squadra, di contatto e individuali.

Riaprono le discoteche, ballo consentito solo all’aperto

“Via libera, da sabato 11 luglio, alla pratica dello sport di contatto, di squadra e individuale”. Lo prevede l’ordinanza sugli sport di contatto firmata dal presidente della Regione LombardiaAttilio Fontana.

“L’attività – si legge nel documento – dovrà essere svolta nel rispetto delle disposizioni dell’allegato alla stessa ordinanza”.
Tra i punti dettagliatamente specificati nell’allegato dell’ordinanza degli sport di contatto si evidenzia che “la pratica sportiva potrà avvenire solo in assenza di segni/sintomi (es. febbre, tosse, difficoltà respiratoria)” e che “all’accesso della struttura verrà rilevata la temperatura corporea” (non deve essere superiore a 37.5°C).

Prevenzione

Si condividono, poi, ulteriori misure di prevenzione (comportamentali, igieniche, organizzative) in base a quanto contenuto nelle ‘Linee Guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere’ della ‘Presidenza del Consiglio dei Ministri-Ufficio per lo sport’ e condivise dalla ‘Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome’. Ovvero, a esempio: una corretta prassi igienica individuale (a esempio, frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti e la non condivisione di borracce, bottiglie, bicchieri); regolare e frequente pulizia e disinfezione di aree comuni, spogliatoi, docce, servizi igienici, attrezzature e macchine utilizzate per l’esercizio fisico; tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti.
Si sottolinea, inoltre, che per ogni disciplina sportiva si rimanda anche agli indirizzi approvati dalle singole Federazioni sportive.

L’AGRICOLTURA SARA’ UNA OPPORTUNITA’ PER I NOSTRI FIGLI

“L’agricoltura sarà una opportunità per i nostri figli”

Teresa Bellanova

“Per molti anni in Italia in tanti hanno pensato che l’agricoltura fosse il settore del passato. Invece io sono convinta che l’agricoltura sia il settore del futuro: è il settore dove i nostri figli potranno trovare delle opportunità per un lavoro qualificato. Non è richiamare i giovani alla zappa, abbiamo in mente un’agricoltura diversa ed è quella che stiamo provando a costruire tutti insieme”.

Lo ha detto il ministro delle politiche agricole Teresa Bellanova, intervenendo alle “Cantine Lizzano” nella prima tappa della sua visita istituzionale ad aziende delle province di Taranto e Lecce. “Questa mia idea di riportare l’agricoltura al centro del paese – ha aggiunto – si è rafforzata in questi mesi, quando anche quelli che pensavano fosse il passato hanno dovuto fare i conti in periodo di coronavirus con la strategicità dell’agricoltura. Nel momento in cui tanti cittadini sono stati obbligati in casa per evitare il contagio, le imprese sono state chiuse, nel contempo è stato chiesto ai lavoratori della terra, della trasformazione alimentare e della distribuzione di avere il coraggio di svolgere le funzioni istituzionali. Quelli che erano considerati il passato, l’arretratezza, sono quelle persone che facendo lavori utili hanno consegnato a tutti noi momenti di normalità”. Secondo il ministro, è necessario “riprendere a produrre, ad esportare, dobbiamo rafforzare la presenza dei giovani all’interno di questo settore ma dobbiamo fare investimenti, In questo settore c’è bisogno di agricoltura di precisione, c’è bisogno di mezzi che non inquinano, c’è bisogno di avere ingegneri, c’è bisogno di avere tecnici specializzati, c’è bisogno di avere personale qualificato”.

GIRO D’ITALIA 2020 UNA SIGLA E UN NUOVO MANIFESTO PER LA CORSA ROSA

 

GIRO D’ITALIA 2020: UNA SIGLA E UN NUOVO MANIFESTO PER LA CORSA ROSA

Gli Extraliscio i protagonisti della colonna sonora (link videoclip). Franco Matticchio illustra il Giro 103 con un disegno che diventa la copertina del singolo.

Milano, 10 luglio 2020 – RCS Sport ha affidato agli Extraliscio la canzone ufficiale che accompagnerà il Giro d’Italia 103, edita da Betty Wrong di Elisabetta Sgarbi e distribuita da Universal.
Dopo il grande successo del singolo “Merendine blu”, edito da Garrincha edizioni, la band di Mirco Mariani, Moreno “il Biondo” Conficconi e Mauro Ferrara torna a regalarci un altro piccolo grande capolavoro con il suo ritmo travolgente che mescola la tradizione del liscio con i suoni del punk.

“GiraGiroGiraGi” (videoclip disponibile cliccando su questo link) è il titolo del brano le cui parole sono il frutto della collaborazione tra lo scrittore e autore di testi Pacifico (Gino de Crescenzo), il compositore Mirco Mariani, e la editrice e regista Elisabetta Sgarbi. 

Tra le note e le parole della canzone si innesta la voce unica e inconfondibile di Antonio Rezza, straordinario regista e performer, vincitore del Leone d’oro alla carriera per il teatro nel 2018, che si cimenta nella sua personalissima interpretazione di una telecronaca sportiva. Il brano sarà accompagnato da un video realizzato da Michele Bernardi con la collaborazione di Davide Toffolo.
Gli Extraliscio

L’immagine di copertina del singolo e manifesto del Giro d’Italia 103 è opera di Franco Matticchio ed è stata commissionata all’artista dalla Fondazione Elisabetta Sgarbi. Franco Matticchio, artista nato nel 1957 a Varese, il cui dono particolare è la capacità del tutto personale, di arricchire le illustrazioni di connotati empatici, esordisce nel 1979 disegnando per le pagine della cultura del Corriere della Sera. Nel corso degli anni realizza illustrazioni per numerose riviste e quotidiani. Le sue tavole sono state presentate in mostre in spazi pubblici e privati, come la galleria Nuages di Milano e la galleria dell’Incisione di Brescia. Nel 2017 la Galerie Martel di Parigi gli dedica una personale.



Gli Extraliscio, nati da una intuizione di Riccarda figlia di Secondo Casadei, artista che all’inizio del 900 ha inventato lo swing romagnolo firmando capolavori intramontabili, raccolgono la preziosa eredità del padre e la attualizzano, restituendo linfa vitale a un genere che rischiava di essere messo da parte. Un’esperienza musicale, umana e sociale per una band che affonda le radici in Romagna e porta avanti la tradizione della musica folcloristica, rispettandone le regole fondamentali e allo stesso tempo distruggendole con sonorità lontane dal Liscio di oggi, ma vicine al liscio delle origini con l’aggiunta del Punk.

Roberto Salamini, Direttore Marketing & Comunicazione RCS Sport: “Il Giro d’Italia è tradizione, storia, racconti di grandi personaggi dello sport e della cultura. Ma il Giro d’Italia è anche innovazione, una piattaforma in grado di comunicare su tutti i media utilizzando linguaggi diversi per raggiungere gli appassionati nei cinque continenti. La tradizione quindi convive sempre con l’innovazione e, insieme, diventano ancora più forti. Il progetto con gli Extraliscio va in questa direzione perché, proprio come facciamo per il Giro, siamo partiti dalla tradizione musicale popolare rivedendola in chiave moderna. Per questo credo che il brano rappresenti molto bene lo spirito della nostra Corsa Rosa con tutte le storie che regala sempre ai propri tifosi. L’illustrazione della copertina realizzata da un artista internazionale come Franco Matticchio dà ancora più valore a questo progetto e racconta in modo poetico l’unicità della prossima edizione del Giro d’Italia che per la prima volta sarà corsa ad ottobre.”

Elisabetta Sgarbi, Presidente e Direttore artistico Betty Wrong Edizioni Musical ha detto: “GiraGiroGiraGi di Extraliscio nasce per raccontare l’epica senza tempo del Giro d’Italia: un ragazzino formica che corona per amore il sogno di diventare un uomo, di indossare la Maglia Rosa e sfrecciare come un razzo sotto il traguardo. In questo brano ci sono i sogni, i desideri, le sconfitte, il sacrificio, il senso di solidarietà che connotano non solo il Giro d’Italia ma anche la vita degli Extraliscio, nomadi musicali, musicisti per la gente, per far ballare la gente, fuori dalle logiche commerciali, per il gusto puro di suonare e ballare, per celebrare la tradizione musicale popolare sempre con un tocco di Punk. Il video del brano musicale, realizzato da Michele Bernardi, con la collaborazione di Davide Toffolo esprime, nel disegno animato, la libertà di questo gruppo, la sua visionarietà”.

Gli Extraliscio hanno commentato: “Una banda di paese stralunata suona per le strade d’Italia e anticipa l’arrivo della tappa, il suono dei raggi impazziti avverte la gente che sta per arrivare e quello dei rocchetti sfiniti è un ritmo faticoso e romantico, è un ritmo che GiraGiroGiraGi. Poi una voce megafonata annuncia il passaggio del primo eroe in fuga tra vigneti, salite, discese, rintocchi di campane, grida di gioia e trombette! Perché è una grande festa, è una grande gioia per tutta l’Italia e il suo Campione!”. 

 

OBIETTIVO TRICOLORE MISSIONE COMPIUTA NEL SEGNO DI ALEX

Obiettivo Tricolore, missione compiuta nel segno di Alex

 

“È stato bellissimo. Oggi Alex sono questi ragazzi. E non solo oggi, ne hanno tutti un bel pezzo dentro”. Con queste parole Daniela Manni, moglie di Alex Zanardi, ha voluto mandare un messaggio scritto agli atleti di Obiettivo3 che ieri pomeriggio hanno portato a termine la grande staffetta.

Daniela ha seguito l’arrivo di nascosto, in video chiamata dalla Toscana, non ha parlato, ma ha scelto di far recapitare queste brevi e toccanti parole a tutti i presenti. La missione a cui Alex tiene così tanto è compiuta, ieri si sono completate le ultime due tappe che da Porto Cesareo, con fermata a Santa Cesarea Terme, hanno portato il testimone a Santa Maria di Leuca, in piazza Giovanni XIII, il tacco d’Italia, lì dove Adriatico e Ionio si fondono.

Lì dove i marinai hanno issato al cielo la bandiera di Obiettivo Tricolore, il simbolo di questo progetto di rinascita, al culmine di una giornata dalle emozioni fortissime. A portare il testimone al traguardo sono stati sia gli staffettisti designati fin dall’inizio, Samantha De Montis e Andrea Quarta, sia il direttore sportivo Pierino Dainese, accompagnati da quasi 30 atleti di Obiettivo3. La loro presenza non era inizialmente prevista, ma dopo l’incidente occorso a Zanardi hanno voluto esserci a tutti i costi, anche sobbarcandosi 20 ore di viaggio in due giorni. Sì perché la staffetta, partita il 12 giugno da Luino per lanciare un messaggio di ripartenza all’Italia, dopo l’incidente di Alex ha assunto un valore ancor più simbolico.

L’obiettivo era portare a termine questo viaggio a cui Zanardi teneva particolarmente, per dare ancora più forza al campione bolognese nel momento del bisogno. E al traguardo tutti gli atleti sono scoppiati in un enorme pianto liberatorio. Ha voluto esserci anche il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, che ha dichiarato: “I ragazzi hanno compiuto una vera impresa, portando a termine un’iniziativa meravigliosa voluta fortemente da Alex”. Commosso anche il commissario tecnico della nazionale di paraciclismo, Mario Valentini: “Nella mia carriera da ct ho vinto 99 medaglie, Alex mi ripeteva sempre che voleva regalarmi la centesima. Per me questa staffetta rappresenta la centesima medaglia”. All’arrivo, così come in tutte le tappe precedenti, i paraciclisti sono stati accolti da una marea di appassionati festanti e commossi allo stesso tempo, che hanno voluto sposare questo messaggio per Alex. A guidare la carovana fino alla fine, assieme a Barbara Manni, è stato Pierino Dainese: “Questo traguardo è dedicato ad Alex”, le parole del direttore sportivo. “L’entusiasmo con il quale la gente ci ha accolto dappertutto è la testimonianza di quanto questo campione sia amato e di quanto abbia dato a tutti noi”.

Ricordiamo che Obiettivo3 è un progetto ideato da Alex Zanardi, che mira a reclutare, avviare e sostenere persone disabili all’attività sportiva. Gli atleti, ai quali viene affidata l’attrezzatura in comodato d’uso gratuito, entrando nella comunità, oltre alla guida competente dei coach, trovano nei loro compagni punti di riferimento importanti per coltivare questa passione. Nei suoi primi tre anni di attività Obiettivo3 ha reclutato più di 70 atleti, che hanno già partecipato a decine di manifestazioni nazionali e internazionali, raggiungendo risultati notevoli. Tutto questo è reso possibile grazie ad aziende e persone che hanno sposato la causa del progetto, in primis Fondazione Vodafone Italia, main partner di Obiettivo3. Quindi gli sponsor: Airoldi Metalli, Bmw Italia, Castelli Sportful, Cetilar®, Consorzio per la tutela del formaggio Grana Padano, Del Colle, Enervit, Garmin, Kask, Rio Mare, Triride, UniCredit. Tra i sostenitori principali Allianz Partners, Credit-Ras Assicurazioni, Fondazione Amplifon, Venice Marathon e Brunello Bike – Ciacci Piccolomini d’Aragona.

LINGUINE AL PESTO

Linguine al pesto senza formaggio

Il pesto vegan è un’alternativa interessante del tipico condimento genovese, ideale per intolleranti ai latticini e vegani

INGREDIENTI

  • 50 g di mandorle
  • 20 g di pinoli
  • 100 g di tofu
  • alcuni cucchiai di latte di riso o d’avena
  • 1 bel mazzetto di basilico fresco
  • 4-5 foglie di rucola
  • alcune foglie di prezzemolo o di maggiorana
  • 6 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaino di succo di zenzero fresco (facoltativo)
  • 2 gocce di succo d’aglio o una fettina di cipollotto (facoltativi)
  • sale
TIPO PORTATA

primi

ESECUZIONE

facile

PREPARAZIONE

15 min

COTTURA

10 min

PREPARAZIONE

Riducete in farina pinoli e mandorle e metteteli su un piatto. Frullate il tofu con il latte di riso o d’avena riducendolo in una crema densa e toglietelo dal frullatore. Tritate ora il basilico (ed eventualmente lo zenzero, l’aglio o il cipollotto) e le erbe aromatiche. Riunite tutto nel mixer versando l’olio a filo fino a ottenere una crema.

Cuocete la pasta al dente, scolatela tenendo da parte mezzo bicchiere di acqua di cottura. Mettete il pesto in una larga padella, scaldatelo leggermente aggiungendo l’acqua di cottura della pasta quindi versatevi la pasta e saltatela.

CROSTATA DI RISO E MAIS ALLA CONFETTURA DI AMARENA

Crostata 100% riso e mais alla confettura di amarena 

Questa crostata senza glutine è una versione moderna della classica pasta frolla, qui sostituita da una variante preparata con farina di riso e di mais, indicata per chi soffre di intolleranze

INGREDIENTI PER 10/12 PERSONE

  • Per la frolla di riso e mais:
  • • 300 g di farina di riso
  • • 180 g di farina di mais giallo
  • • 240 g di burro
  • • 270 g di zucchero a velo
  • • 3 g di lievito
  • • 150 g di tuorli
  • • 0,2 dl di latte intero fresco
  • Per la farcitura:
  • • 400 g di confettura di amarene
PREPARAZIONE

30 min

COTTURA

25 min

ALTRO

120 (riposo)

PREPARAZIONE

Lavorate il burro morbido con lo zucchero a velo, unite poi le farine miscelate insieme al lievito. Infine incorporate anche i tuorli e il latte. Lasciate riposare l’impasto in frigorifero per circa due ore.

Rivestite una tortiera che avrete unto di burro con 3/4 dell’impasto quindi, dopo aver bucherellato il fondo con un bucasfoglia o con i rebbi di una forchetta, farcite con la confettura di amarene.

Per completare la crostata, inserite la pasta restante in un sac à poche con bocchetta rigata, ricavatene delle strisce e posizionatele sulla confettura a mo’ di griglia. Infornate la crostata a 180°C e cuocete per circa 25 minuti.

IL DEBUTTO DELLE NUOVE BOLLICINE

Cantina Mirabella, vinificato in purezza il Pinot Bianco. Il debutto delle nuove bollicine

Debutta un po’ in sordina la bella novità della franciacortina Cantina Mirabella di Rodengo Saiano.

E, cioè, il Pinot bianco Brut Nature che fa di una delle aziende storiche della Franciacorta il portabandiera di questo vitigno che è fra i protagonisti della viticoltura del territorio, poi abbandonato un po’ da tutti per lasciare spazio a Chardonnay e Pinot nero. La famiglia Schiavi, originaria dell’Oltrepò Pavese, che quattro decenni addietro ha creato questa bella cantina, ha sempre creduto nel Pinot bianco tant’è che Alessandro Schiavi – con il padre Teresio e il fratello Alberto porta avanti l’azienda -, dice che “noi non l’abbiamo mai tradito, convinti della sua unicità, del suo carattere elegante e distintivo; l’abbiamo accudito in vigna con pazienza e amore e adesso è arrivato il momento di proporlo in purezza, perché è l’uva in grado di far “parlare” il nostro terroir grazie alla sua sottile e costante personalità”. E, quindi, se non ci fosse stato il pandemonio del Dovid-19, che ha costretto la cantina Mirabella ad annullare l’aperitivo che aveva organizzato presso il ristorante milanese Pont de Fer per il debutto del nuovo prodotto, la novità avrebbe avuto tutt’altro richiamo. Invece è tutto sottotono, tant’è vero che è cominciata da qualche settimana la consegna a ristoranti ed enoteche, delle prime confezioni di Pinot bianco, senza alcuna presentazione ufficiale per evitare assembramenti. Peccato perché sono bollicine che meritano di essere omaggiate pubblicamente. Di Pinot Bianco Brut Nature, nell’interpretazione di Mirabella, sono (erano, è il caso di sottolinearlo) disponibili solo 4.000 bottiglie che sicuramente aumenteranno nel corso degli anni. Tant’è vero che “abbiamo messo a dimora due nuovi ettari di pinot bianco e pinot nero – dice Alessandro, che di Mirabella è l’enologo -. Così, la cantina di Rodengo Saiano, rafforza la sua posizione di azienda leader in vigneti a Pinot bianco, visto che ne possiede più di 10 ettari sugli 88 ettari censiti in Franciacorta che corrispondono al 2,9% dell’intera superficie vitata.

C’è, però, qualcosa di simpaticamente curioso attorno al Pinot bianco. La prima uscita è stata legata alla preparazione del cofanetto celebrativo del compleanno dell’azienda; il debutto ufficiale, invece, avviane in un nuovo esclusivo packaging in formato piatto, concepito per aprire la strada a tutte le future confezioni dell’Azienda, con un minor impiego di carta data l’assenza della fustella. Dobbiamo sottolineare che la raccolta delle uve avviene a mano per selezionare i grappoli perfettamente maturi e sani, che sono i primi ad essere raccolti per la maturazione precoce del vitigno. Per la vinificazione si procede con una pigiatura soffice e una prima fermentazione con lievito selezionato a una temperatura controllata di 16-18°, in vasche di cemento. L’affinamento è di almeno 24 mesi sui lieviti in bottiglia e 3 mesi dopo la sboccatura. Si ottiene, così, un vino dal profile sensoriale che Alessandro Schiavi descrive come “frutta bianca sopra una nuvola di talco, dove si rincorrono petali di biancospino. La morbidezza di un tiepido Pan di Spagna che in bocca gioca con granelli di sale”.

In Franciacorta si coltivano 88 ettari di pinot bianco che corrispondono al 2,9% dell’intera superficie vitata. Di questi, Mirabella possiede il 10% dei terreni, attestandosi come una delle prime realtà per la coltivazione del vitigno nell’area. Una nicchia produttiva che costituisce una rappresentanza identitaria del territorio, nonostante il Pinot Bianco in purezza non rientri nel disciplinare del Franciacorta. Mirabella, comunque, percorre con sempre maggiore decisione la strada del pinot, con la volontà di rafforzare il legame con le origini: alla fine degli anni ‘60, infatti, la denominazione si chiamava Pinot di Franciacorta doc, ottenuto da uve pinot bianco con la possibilità di aggiunte di pinot grigio e pinot nero. Con i nuovi due ettari di vigneto a pinot bianco e pinot nero, Mirabella vuole portare a termine il progetto di lancio sul mercato – probabilmente prima della conclusione dell’estate – di due nuovi vini fermi, un Pinot Bianco e un Pinot Nero in purezza, caratterizzati da freschezza, immediatezza e tipicità. D’altronde l’annata 2019 ha segnato grandi performance dei pinot, tanto che la cantina ha deciso di millesimarli i suoi due nuovi Franciacorta. E, quindi, di novità ne vedremo parecchie.

MILANO-TORINO EDIZIONE 101° TORNA AL PASSATO

MILANO-TORINO: L’EDIZIONE 101 TORNA AL PASSATO

Da Mesero a Stupinigi, con il traguardo davanti alla reggia sabauda e un percorso adatto alle ruote veloci. La classica più antica del mondo ritrova il suo originale posizionamento nel calendario ad anticipare la Milano-Sanremo.



Milano, 7 luglio 2020 – La classica più antica, disputata per la prima volta nel 1876, organizzata da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport in collaborazione con la Regione Piemonte in programma mercoledì 5 agosto, torna al passato anticipando di qualche giorno la Milano-Sanremo.

Corsa nelle prime edizioni a marzo qualche giorno prima della Classicissima di Primavera, la Milano-Torino è poi diventata classica d’autunno nel 1911 per poi tornare a disputarsi a marzo nel secondo dopoguerra fino al 1975. 

L’edizione 101 della Milano-Torino presenta un percorso pianeggiante che sorride ai velocisti, 198 km con partenza da Mesero e arrivo a Stupinigi, davanti alla Palazzina di Caccia di Stupinigi dove nel 2018 Sonny Colbrelli si impose vincendo il Gran Piemonte.
 
L’edizione 101 della Milano-Torino si concluderà a Stupinigi, davanti alla Palazzina di Caccia dove nel 2018 Sonny Colbrelli si impose vincendo il Gran Piemonte.

IL PERCORSO
101a edizione della corsa più antica. Il percorso è sostanzialmente pianeggiante fatto salvo l’attraversamento del Monferrato dove si affronterà un breve serie di strappetti. Partenza da Mesero e attraversamento di Magenta per proseguire lungo la Pianura Padana su strade larghe e rettilinee. Si incontrano, oltre ai consueti ostacoli cittadini come rotatorie, spartitraffico e passaggi rialzati, quattro passaggi a livello tutti concentrati nei primi 60 km.
Dopo l’attraversamento del Po nei pressi di Valenza si percorrono le ondulazioni del Monferrato che si concludono con l’attraversamento di Asti. Ultimi 70 km praticamente pianeggianti fino all’arrivo di Stupinigi.

Ultimi km 
Ultimi 5 km prevalentemente pianeggianti o in leggera salita su strade cittadine di media larghezza con la presenza di rotatorie in serie. Ultima curva a 400m dall’arrivo. 

DICHIARAZIONI
RCS Sport
ha commentato: “Con la Milano-Torino siamo tornati un po’ all’antico, anticipando, come succedeva una volta, la Milano-Sanremo in questo nuovo calendario della ripartenza. Sarà una corsa adatta ai velocisti, visto il percorso prevalentemente pianeggiante. Partiremo da Mesero alle porte di Milano per arrivare davanti alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, una delle famose residenze sabaude più famose. 
Anche questa volta sarà una ripartenza non solo dal punto di vista sportivo ma anche turistico, dal momento che il ciclismo è strettamente collegato alla promozione del territorio.
Dal punto di vista agonistico, la prossimità con la prima Classica Monumento della stagione offre una nuova chiave di lettura per questa corsa che sarà un vero banco di prova per tutti coloro che vorranno provare a vincere la Milano-Sanremo sabato 8 agosto”.   

 
“La nostra Regione è orgogliosa di ospitare la Milano-Torino, una prova atletica eccezionale che, dopo un terribile momento vissuto dal nostro Paese per colpa del virus, torna anche a riavvicinare grazie allo sport le città italiane – afferma l’Assessore Regionale allo Sport Fabrizio Ricca. La gara terminerà davanti alla Palazzina di Caccia di Stupinigi e sarà l’ennesima occasione per mostrare a tutti la bellezza del nostro territorio, che offre anche agli atleti la possibilità di cimentarsi nei loro sport a contatto con natura, storia e arte”.

Il Sindaco Mesero Riccardo Molla, ha detto: “È Con grande orgoglio che Mesero si aggiudica quest’anno la centunesima edizione della Milano-Torino. La presenza in Città di un evento sportivo così significativo a livello nazionale ed internazionale rispecchia appieno la volontà di sottolineare le potenzialità della Città di Mesero, già grande meta di turismo per via della presenza di Santa Gianna Beretta Molla.
Sentire i grandi nomi che sfileranno nelle nostre strade è una grande emozione e siamo certi che la cittadinanza partecipa nella sua totalità con grande calore ed entusiasmo”.


Il Sindaco di Nichelino Giampietro Tolardo, ha detto: “La città di Nichelino è orgogliosa di ospitare il 5 agosto l’arrivo a Stupinigi della 101esima edizione della corsa ciclistica Milano–Torino, una delle più antiche e gloriose gare del panorama ciclistico italiano ed internazionale. Aspettiamo con curiosità e impazienza il taglio del traguardo da parte del vincitore, proprio di fronte alla splendida Palazzina di Caccia di Stupinigi, uno dei patrimoni dell’umanità, in grado di valorizzare ancora di più la competizione che quest’anno sarà una delle prime del calendario ciclistico, a causa della forzata pausa indotta dalla pandemia COVID-19. Auguro a tutti i partecipanti di disputare una grande gara”.



COSA SUCCEDERA’ A SETTEMBRE SPORT A SCUOLA

Sport a scuola: cosa succederà a settembre?

L’educazione fisica a scuola rischia di pagare il prezzo più salato. Si era visto già nel periodo acuto dell’emergenza sanitaria e dell’adozione forzata della didattica a distanza. La mancanza di preventiva sperimentazione e di soluzioni assicurative ad hoc, ne hanno penalizzato l’insegnamento nell’ultimo quadrimestre. A questo si aggiunge la carenza di organici tra gli insegnanti e il problema degli spazi dove svolgerla: che cosa succederà a settembre?

La bozza del Piano scuola, circolata nei primi giorni della settimana, è stata rivista successivamente ed oggi sarà sottoposta al confronto con la Conferenza Stato-Regioni. I nodi sono: trovare maggiori risorse, aumentare l’organico docenti e personale Ata; questione trasporti.

Sugli annunciati Patti educativi di comunità e sul tema dell’educazione fisica tra i banchi scolastici, interviene Michele Di Gioia, responsabile nazionale Politiche educative Uisp: “Alla prima bozza del Piano scuola presentato dal ministero dell’Istruzione sono immediatamente seguite prese di posizione da parte del mondo della scuola, ma anche da parte del mondo del terzo settore che ha espresso perplessità circa il proprio pieno coinvolgimento negli annunciati Patti educativi di comunità. Sulla carta si tratta di uno strumento innovativo che mira a creare e consolidare relazioni e alleanze tra scuola ed extra scuola. Il coinvolgimento del terzo settore sarebbe importante in questa fase di emergenza anche per cercare di colmare le crescenti disuguaglianze che il delicato momento vissuto dal Paese ha determinato. E proprio sulla scorta di tale esperienza, il terzo settore da sempre coinvolto attivamente nel costruire la comunità educante, ha espresso il timore che si restringano gli spazi di collaborazione. Se così fosse, si tratterebbe di un vistoso passo indietro che rischia di vanificare il lavoro svolto da tante organizzazioni nel supporto a percorsi educativi, soprattutto nelle aree più disagiate del Paese”.

“Altro motivo di preoccupazione è legato alle attività sportive scolastiche – prosegue Di Gioia – La destinazione delle palestre scolastiche a spazi da utilizzare per attività didattica, quasi a significare che l’educazione fisica e motoria non lo sia, rischia di annullare o quasi la possibilità di praticare attività a scuola. A ciò si aggiunga il numero insufficiente di docenti e l’attesa nella scuola primaria dell’inserimento di insegnanti di educazione fisica. Se ciò non bastasse un altro problema è rappresentato dalle difficoltà preannunciate nell’utilizzo delle strutture scolastiche da parte delle associazioni sportive, immaginando eventuali criticità circa la sicurezza e la disponibilità degli impianti, le cui responsabilità sono affidate ai dirigenti scolastici. Temi da monitorare con molta attenzione, per evitare che la crisi che stiamo ancora vivendo non porti ad una ripresa con difficoltà che si ripercuotono oltremodo sul mondo dell’associazionismo sportivo di base”.